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giovedì 5 gennaio 2012

'Il giardino dei ciliegi', dal 12 gennaio in scena a Bologna


Dal 12 al 15 gennaio alla Sala Grande dell'Arena del Sole di Bologna va in scena 'Il giardino dei ciliegi' di Anton Pavlovič Čechov per la regia di Paolo Magelli. In scena Valentina Banci, Francesco Borchi, Valeria Cocco, Daniel Dwerryhouse, Corrado Giannetti, Elisa Cecilia Langone, Mauro Malinverno, Fabio Mascagni, Paolo Meloni, Silvia Piovan, Maria Grazia Sughi e Luigi Tontoranelli.

In un’ambientazione costituita da una scena completamente vuota, animata a tratti dallo scenografo Lorenzo Banci, Il giardino dei ciliegi narra le vicende di un'aristocratica russa, Ljuba Andreevna, e della sua famiglia al ritorno nella loro proprietà – che comprende anche un grande giardino dei ciliegi – in seguito messa all'asta per riuscire a pagare l'ipoteca.

'Infinite o sfinite?', a Bologna in scena Emanuela Grimalda e Paolo Minaccioni


Sabato 14 gennaio (ore 21.30) e domenica 15 gennaio (doppia rappresentazione: ore 16.30 e ore 21.30) nella Sala InterAction dell’Arena del Sole di Bologna va in scena 'Infinite o sfinite? - Miracoli delle donne d'oggi',  scritto e interpretato da Emanuela Grimalda e Paola Minaccioni per la regia di Michael Margotta.

In questo spettacolo Dio è una donna. E neanche giovane. Contrariamente al trend del momento è una signora di mezza età, fa miracoli ma anche i conti con le rughe, che nel suo caso sono eterne, e come si sa all’eternità non c’è rimedio. Non è magra perché tende ad espandersi come l’universo. È terribile ma anche insicura, perché una donna anche se è Dio fa fatica a crederci. Poi dall’Infinito si passa allo Sfinito ed ecco che, scesa tra gli uomini, la donna deve fare miracoli di ben altro tipo: mettere assieme il marito e il mutuo, la carriera e la diarrea dei figli, trovare un asilo nido, far salire un passeggino in metropolitana all’ora di punta.

Le due attrici-autrici inscenano un mondo popolato da manager rampanti, iperfemministe dalle improbabili campagne, povere assassine, vecchie ciniche, qualunquiste coatte, ed eleganti snob la cui Bibbia è Vanity Fair. Pregustando il giorno del giudizio universale in cui finalmente gli ultimi saranno i primi e gli uomini partoriranno con dolore.