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lunedì 14 novembre 2011

Umbria International Film Fest, al via il 19 novembre la settimana edizione

'Donne d’Oriente e Donne d’Occidente' è il titolo della VII edizione del 'Popoli e Religioni – Umbria International Film Fest', festival cinematografico dedicato al dialogo interreligioso e inter-etnico in programma a Terni dal 19 al 27 novembre.


In cartellone, tra le altre, l’anteprima nazionale del film 'Intouchables' (in concorso) di Eric Toledano e Olivier Nakache, distribuito da Medusa e campione d’incasso in Francia. Tra gli eventi speciali, oltre alla presenza il 25 e il 26 della blogger tunisina Lina Ben Mhenni, l’incontro con Maria Grazia Cucinotta, che a margine delle proiezioni del suo corto 'Il Maestro' e del film di Maikael Hafstrom 'Il Rito' parteciperà ad una videointervista con l’esorcista Padre Amorth. Previsto anche un incontro con il maestro Krzysztof Zanussi, presidente onorario della manifestazione.

La Giuria del concorso internazionale è presieduta da Liliana Cavani e composta da Debora Young, Renzo Rossellini, Guido Chiesa, Davide Rondoni. Testimonial d’eccezione la blogger e attivista tunisina Lina Ben Mhenni, candidata al Nobel della Pace per aver dato impulso alla recente Primavera Araba.

Attesi al festival, tra le altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo: Pupi Avati (ospite d’onore), Krzistof Zanussi (presidente onorario), Francesco Patierno, Liliana Cavani (presidente della giuria internazionale dei film in concorso), Guido Chiesa, Francesco Patierno, Daniela Poggi, Alice Rohrwacher, Lech Majewski, Valentina Lodovini, Maria Grazia Cucinotta (madrina della manifestazione), Claudia Koll, Francesco Salvi, Giobbe Covatta, Valeria Solarino, Isabella Ragonese; il critico Morando Morandini, le autrici Mariolina Venezia, Francesca Melandri, Rosella Postorino; il maestro Luis Enriquez Bacalov; l'esorcista Padre Amorth.

lunedì 26 settembre 2011

Pupi Avati: Torno in tv con una fiction

“Torno in tv con una fiction in controtendenza: racconto la storia di un matrimonio durato cinquant’anni ambientato nel 1948 a Bologna”. Lo dichiara Pupi Avati durante l’incontro che il regista bolognese ha tenuto oggi pomeriggio all’interno del ‘RomaFictionFest’ in programma all’Auditorium Parco della Musica fino al 30 settembre. “Dopo ‘Jazz band’, sceneggiato del 1978 in cui raccontavo la storia della la storia della Doctor Dixie Jazz Band, oggi ho voglia di riprovarci”. Si considera “uno spettatore distratto”, ma riconosce il potere della tv, soprattutto in termini di popolarità: “’Jazz band’ ebbe un successo enorme, la gente mi fermava per strada. E ho pensato – spiega Avati – che noi autori cinematografici abbiamo perso una grande opportunità nel momento in cui è arrivata la tv commerciale. Lo spot, che non accettavamo perché spezzava un’emozione, poteva invece essere un compromesso per incontrare una platea che al cinema sogniamo. Oggi se un film va bene, succede solo nelle grandi città”. E rimprovera agli autori di aver rifiutato di fare tv e, quindi, di “aver lasciato spazio a persone che in tv sono diventate importanti ma che non potrebbero mai fare cinema”. “Ho detto a Fabrizio Del Noce (direttore di RaiFiction, ndr) che è il più grande produttore cinematografico. La tv si fa i suoi film, non trasmette i nostri”. E infine un’opinione sulle fiction: “Sparare sulle fiction sarebbe sbagliato, ma sui contenuti dissento fortemente e se ne può discutere”.