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venerdì 25 novembre 2011

Miucha a Roma: il 30 novembre al The Place

La cantante brasiliana Miucha torna in Italia per esibirsi al The Place di Roma il prossimo 30 novembre.

La regina della bossa nova intonerà celebri canzoni accompagnata da un quartetto di musicisti: Eddy Palermo alla chitarra, Daniele Basilico al basso, Alessandro Marzi alla batteria e Claudio Colasazza al pianoforte.

La serata, dedicata a due mostri sacri della MPB (musica popolare brasiliana) Vinicius de Moraes e Tom Jobim, è una nuova occasione per celebrare il Brasile, terra calda e sognante. Vinicius de Moraes, il più amato poeta del Brasile e Antonio Carlos Jobim, meglio conosciuto come “Tom, autore delle canzoni popolari brasiliane più famose nel mondo, che Miucha racconterà in musica grazie a titoli come: Samba do Aviao, Pela Luz Dos Olhos Teus, Falando De Amor, Zhoro de Nada, Insesatez, Desafinado, Garota de Ipanema e tanti altri brani emozionanti.


domenica 16 ottobre 2011

Sean Penn: E' un dovere per gli uomini conservare la memoria dell'Olocausto

"L’Olocausto è una pagina tragica della storia, e conservare la memoria della violenza compiuta dai nazisti è un dovere per noi uomini moderni. Nel film di Paolo Sorrentino non c'è però una ricostruzione storica della Shoah, 'This Must Be the Place' è il racconto di un uomo che matura anche attraverso la scoperta dell'orrore nazista, e recupera un rapporto con le persone, con se stesso e con la vita". Esordisce così Sean Penn, dal 14 ottobre sul grande schermo con ‘This Must Be the Place’, intervistato insieme al regista Paolo Sorrentino dall’inviata del Tg5 Anna Praderio per 'Note di Cinema', in onda su Iris domani alle 17.15."Paolo Sorrentino - prosegue l’attore - è uno dei grandi cineasti contemporanei. Ho scoperto il suo enorme talento vedendo il suo film precedente, ‘Il Divo’, e dopo 'This Must Be the Place' spero di lavorare di nuovo con lui".

Sorrentino, in questa nuova avventura, è alle prese con un road movie incentrato sulla storia del cinquantenne Cheyenne (Sean Penn), ex divo del rock giunto in America per cercare l’ufficiale nazista che, ad Auschwitz, aveva torturato suo padre durante il regime. Il film deve molto anche agli scritti di Primo Levi. Sorrentino infatti precisa: "L’opera di Primo Levi è stata fondamentale per preparare questo film. Ho riletto i suoi libri e li ho portati in regalo a Sean Penn che però già li conosceva. Questo è stato un punto d’incontro per noi". Una pellicola complessa che molti scommettono in candidatura di Oscar. Ma Sorrentino chiude: "Questo film è già un sogno realizzato" anche per la presenza nel cast di David Byrne, leader dei Talking Heads (che nel film interpreta sé stesso), considerato un vero mito dal cineasta italiano.