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sabato 29 ottobre 2011

Struggente ed emozionante, è 'Vita' di Angelo Longoni

Struggente e emozionante. E' 'Vita', il nuovo spettacolo scritto e diretto da Angelo Longoni che affronta il tema dell'eutanasia attraverso una famiglia costretta ad affrontare l'incidente della figlia diciassettenne e i 15 anni del suo coma vegetativo. La madre, interpretata da una straordinaria Pamela Villoresi, ha fede in Dio e con serenità e speranza trascorre gli anni in ospedale, accanto alla figlia, dormendo su una poltrona. Il padre, invece - un intenso Emilio Bonucci - è stanco, provato e vorrebbe che la figlia morisse, smettesse di soffrire. E' così disperato da finire in televisione dove si accorge presto che ai talk show non interessa cosa si prova in quei momenti, ma si scava nella sfera più intima della propria vita, nei rapporti più personali, per poter fare spettacolo e, nella maggior parte dei casi, per poter giudicare. La figlia è interpretata da Eleonora Ivone che osserva i suoi genitori , quei genitori che vorrebbe vedere di nuovo felici e non così lontani come in questo momento di grande dolore.

Lo spettacolo - che ha debuttato al Teatro Belli di Roma dove resterà fino al 6 novembre - ci riporta al grande dibattito che i casi di Piergiorgio Welby e Eluana Englaro hanno provocato tra chi è a favore della vita ad ogni costo e chi, invece, spera in un testamento biologico e nella possibilità di staccare la spina. Il testo di Longoni racconta questo conflitto all'interno di una famiglia in cui la madre difende la vita della figlia alla quale invece il padre vorrebbe porre fine. E questo spettacolo è di fatto un inno alla vita o meglio una manifesto pro-fede: alla fine non sceglie l'uomo ma Dio, e la fede non è altro che quella speranza e quella forza, allo stesso tempo, che ci rende l'esistenza più tollerabile, che ci permette di accontentarci e di gioire delle piccole cose. Il finale è realistico ma anche poetico: la figlia realizza il sogno di sua madre - dopo 15 anni la abbraccia e la chiama mamma - per poi andarsene per sempre come avrebbe voluto da tempo il padre. Una conclusione, forse, che potrà permettere ai genitori di riallacciare i fili del loro rapporto. Un testo molto intenso e ben scritto che non fa altro che dimostrare che tutte le discussioni pro e contro valgono poco: viviamo con l'illusione di poter scegliere ma non saremo mai noi a decidere della nostra esistenza.



venerdì 28 ottobre 2011

Sanremo, Povia: Non so se quest'anno parteciperò

"Non so se quest'anno parteciperò a Sanremo, questa volta vorrei essere invitato. Io ci tornerei tutti gli anni, ho sempre una canzone pronta". Così Povia ai microfoni di 'Attenti a Pupo', su Radio Uno Rai, ripercorrendo le sue partecipazioni al festival canoro: dal boom di I bambini fanno "ooh", brano fuori concorso e poi diventato il vero tormentone del 2005, alla vittoria del 2006 con Vorrei avere il becco; dal 2009 quando ha conquistato il secondo posto con il brano Luca era gay, aggiudicandosi anche il premio Premio Sala Stampa RadioTV, a La verità, ispirato alla vicenda di Eluana Englaro, del 2010. "Quella è l'unica settimana in cui si parla di musica ed è una grande palcoscenico, - ha dichiarato il cantante - ma non ci tornerei solo per pubblicizzare un disco, piuttosto per promuovere un discorso, non porto mai un brano che passa inosservato".