Il primo appuntamento è il 18, il 19 e il 22 ottobre al MAXXI con Early Works, una selezione dei più significativi tra i suoi primi lavori, creati nel momento in cui lei fondava la sua compagnia nel 1970, non appena uscita da quella fucina di talenti che è stata il Judson Dance Theater.
La fisicità, il movimento multidirezionale, la sintassi del corpo, l’arte contemporanea, l’improvvisazione, il suono in tutte le sue manifestazioni e perfino il silenzio troverà inveceuna sintesi dal 21 al 22 ottobre al Teatro Olimpico nel secondo appuntamento del ritratto dedicato a Trisha Brown dal Festival Romaeuropa, arricchito dalla presenza di una nuova creazione.
A differenza del primo appuntamento dedicato agli Early Works, questa volta in programma ci sono lavori creati dalla Brown per un palcoscenico: punto di svolta nella carriera della coreografa, Watermotor è un energetico solo del 1978, già immortalato su pellicola da Babette Mangolte, e in questa occasione ripreso da Neal Beasley. Del peculiare rapporto con gli artisti contemporanei sono testimonianza Opal Loop/Cloud Installation #72503, creata con la artista giapponese Fujiko Nakaya, conosciuta per le sue sculture fatte di nebbia, e dove quattro danzatori si muovono attraverso un ambiente vaporoso fatto di nuvole, e Foray, Forêt, l’ultima delle numerose collaborazioni con l'artista visivo Robert Rauschenberg.
Nessun commento:
Posta un commento