Debutta il 28 ottobre al Teatro Belli di Roma il nuovo spettacolo scritto e diretto da Angelo Longoni 'Vita' con protagonisti Pamela Villoresi, Emilio Bonucci e Eleonora Ivone. Il testo affronta il tema dell'eutanasia: “L’Italia, forse più di ogni altro paese occidentale, è il luogo della separazione netta dei concetti, delle idee e delle convinzioni in modalità di parte, spesso semplificate e superficiali. La realtà che viviamo sembra dipendere solo dall’azione di due principi opposti, tra cui esiste un contrasto insanabile a causa del quale finiamo per vedere il mondo solo in bianco o in nero senza riuscire a concepire altri colori o sfumature. In 'Vita' - spiega Longoni - si racconta questo conflitto come se fosse interno ad una famiglia. Al centro una donna la cui esistenza si è sospesa a causa di un incidente stradale, vicini a lei il padre intenzionato a liberarla dallo stato vegetativo permanente nel quale giace e la madre invece ferma nel difenderne la vita in ogni caso e ad ogni costo. Tre voci che compongono una partitura di sentimenti, di ricordi e di riflessioni, un flusso poetico che racconta la vita in tutte le sue espressioni: il dolore, la gioia e, soprattutto, l’amore”.Notizie, recensioni, anteprime ed esclusive su arte, cinema, televisione, radio, teatro, musica,danza, spettacolo e cultura. Ogni giorni nuovi articoli su tutto ciò che accade nel mondo della Cultura italiana e dei suoi protagonisti: attrici, attori, cantanti, ballerini. Sempre aggiornato sugli ultimi eventi che si svolgeranno in Italia.
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mercoledì 19 ottobre 2011
Pamela Villoresi protagonista di 'Vita' al Teatro Belli
Debutta il 28 ottobre al Teatro Belli di Roma il nuovo spettacolo scritto e diretto da Angelo Longoni 'Vita' con protagonisti Pamela Villoresi, Emilio Bonucci e Eleonora Ivone. Il testo affronta il tema dell'eutanasia: “L’Italia, forse più di ogni altro paese occidentale, è il luogo della separazione netta dei concetti, delle idee e delle convinzioni in modalità di parte, spesso semplificate e superficiali. La realtà che viviamo sembra dipendere solo dall’azione di due principi opposti, tra cui esiste un contrasto insanabile a causa del quale finiamo per vedere il mondo solo in bianco o in nero senza riuscire a concepire altri colori o sfumature. In 'Vita' - spiega Longoni - si racconta questo conflitto come se fosse interno ad una famiglia. Al centro una donna la cui esistenza si è sospesa a causa di un incidente stradale, vicini a lei il padre intenzionato a liberarla dallo stato vegetativo permanente nel quale giace e la madre invece ferma nel difenderne la vita in ogni caso e ad ogni costo. Tre voci che compongono una partitura di sentimenti, di ricordi e di riflessioni, un flusso poetico che racconta la vita in tutte le sue espressioni: il dolore, la gioia e, soprattutto, l’amore”.
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