"Quando ero
al Mogadore a Parigi, venne a trovarmi Woody Allen. Mi disse: 'Se un giorno
porterai il tuo show a New York ti farò da padrino”. Arturo
Brachetti,
alla conquista di New York il prossimo ottobre
con Ciak si gira! si racconta su 'Max', in
edicola da martedì 3 gennaio. "Amo quasi tutto il cinema, dai film sperimentali ai kolossal, ciò
che non sopporto sono i cinepanettoni, il frutto della degenerazione culturale
in cui ci hanno cacciato i nostri politici. A me piacciono gli illusionisti
come Tim Burton. Ma il più grande resta Fellini…".
Meno forte l’amore per la televisione:
"Se Fiorello fa 12 milioni di
spettatori vuol dire che il pubblico è molto più avanti di quello che gli
propinano solitamente. Ma secondo alcuni la gente dovrebbe rimanere ignorante".
Qualche
perplessità anche sul teatro in
Italia: “Da noi ci si annoia troppo.
Il teatro noioso è facile da fare: prendi un testo mediocre, metti su una
compagnia mediocre e magari il pubblico viene a vederti. Ma così si fa un danno
enorme al teatro".
Brachetti crede nel potere della
fantasia e nella sua Torino ha acquistato
una porzione di Palazzo Chiablese
e l’ha trasformata in una casa magica:
"È una grande scatola delle illusioni,
con la stanza delle magie, dove conservo la mia collezione di giocattoli
anomali e fuori commercio. Poi ci sono uno studio nascosto e il bagno che
sembra un quadro di Magritte… c'è una porta che non si apre, a meno che
tu non conosca il segreto. Ho fatto installare 11 telecamere, così quando sono
lontano posso vedere col computer tutte le stanze e mi illudo di essere a casa…
Per fare il giro completo ci vogliono 20 minuti, il giorno in cui deciderò di
non calcare più le scene - conclude il trasformista - potrebbe diventare la mia nuova occupazione: visita
guidata di casa Brachetti con spiegazioni e alla fine the con i
pasticcini”.
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